Questioni di vita o di morte
Published on 05/17,2008
E’ incredibile quanto sia facile archiviare come oziose delle questioni che, in realtà, sono cruciali.
Prendete me, ad esempio, sono qui assieme a centinaia di altri miei simili, nella stiva di questa nave, gli occhi lucenti e rossi nel cuore di queste tenebre che noi chiamiamo casa. Ci chiamano topi, sorci, ratti, zoccole, anche se per noi i nomi non hanno alcuna importanza, viviamo e basta.
Passiamo in rassegna con la nostra critica roditrice le umane faccende, spesso non capiamo cosa spinga tutte quei grossi gorilla senza peli ad andare continuamente avanti e indietro lungo i corridoi di questo vascello, altre volte invece capiamo benissimo cosa sta succedendo e quali sono i bisogni che muovono i loro gesti, perché sono anche i nostri bisogni: vivere, morire, procreare, mangiare, defecare. Insomma: niente di nuovo, sotto il sole.
Ma torniamo a noi, non voglio tediarvi oltre con le mie chiacchiere, perdonate anzi il mio cicaleccio, parlavamo di questioni oziose che oziose non sono: dicono che “i topi sono i primi ad abbandonare una nave che affonda“... si, d’accordo, ma dove vanno?
Ma torniamo a noi, non voglio tediarvi oltre con le mie chiacchiere, perdonate anzi il mio cicaleccio, parlavamo di questioni oziose che oziose non sono: dicono che “i topi sono i primi ad abbandonare una nave che affonda“... si, d’accordo, ma dove vanno?