Le sei cose per cui vale la pena vivere oggi sono:
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Uno scrittore ceco, Hrabal, sotto il regime, non avendo altro, si è ritrovato a lavorare al macero per 12 ore al giorno, ogni giorno, per 10 anni.
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Il suo lavoro consisteva nel rendere i libri un insieme di striscioline di carta e pressare tutte queste striscioline con un aggeggio meccanico fino a farne delle balle abbastanza robuste.
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Tra i libri che gli arrivavano, c’erano pure i libri censurati e, tra questi, anche i suoi.
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Dunque, tra le altre cose, dovette tritare anche i suoi libri, il che, ne converrete, sarà stato molto doloroso.
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Lui però conservò alcune di queste striscioline, le diede ad un suo amico artista, tale Collage, che ne fece appunto dei collage o, meglio, delle opere d’arte.
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Beh, questa è la cosa per cui vale la pena vivere oggi: la consapevolezza che è impossibile distruggere dei libri. Per quanto si possa fare, per tutto il fuoco che si possa usare, per tutta l’idiozia che si possa iniettare in una società, alla fine i libri vincono sempre; magari si trasformano in altro, magari diventano quadri, leggende, storielle da bar, incubi, ma non muiono, non muiono mai.